Fourier ha appena calato un asso nella manica che promette di riscrivere le regole della telepresenza. L’azienda ha svelato un nuovo “motore di dati” capace di sincronizzare i movimenti di un operatore umano con quelli del robot umanoide GR-1, combinando la potenza di un’interfaccia cervello-computer (BCI) con la precisione di un esoscheletro. In sostanza, Fourier ha trasformato il suo pezzo di ferro di punta in un vero e proprio avatar fisico, pronto a sporcarsi le mani nel mondo reale mentre il suo pilota resta comodamente a chilometri di distanza. Il futuro dello smart working, a quanto pare, non passerà più per le solite, estenuanti videochiamate, ma dal telecomandare un alter ego meccanico da 55 kg dritto verso l’ufficio.