In una scena degna di un copione di fantascienza, i ricercatori della Zhejiang University in Cina hanno sguinzagliato uno sciame di dieci droni in una fitta foresta di bambù. Questi gioiellini grandi quanto un palmo di mano si muovono in un ambiente intricato e privo di segnale GPS con una coordinazione talmente inquietante da sembrare un unico, gigantesco banco di pesci che ha imparato a volare. Il tutto grazie unicamente alle telecamere di bordo e a un algoritmo decentralizzato così astuto da far impallidire qualsiasi sistema di controllo centralizzato, evitando collisioni con alberi e, cosa non da poco, tra di loro. Questo risultato segna una delle prime volte in cui uno sciame di droni è riuscito a volare con successo in un ambiente esterno così complesso e non strutturato, senza bisogno di mappature preliminari o di piloti umani. Un vero e proprio colpo da maestro che apre scenari futuri incredibili per robot autonomi nel soccorso in caso di calamità e nella ricognizione. Dimenticatevi i droni da selfie, qui si fa sul serio.